Respirazione e Yoga: dal Pranayama al Vinyasa Yoga

Respirazione e Yoga sono due attività intimamente connesse, si sa! Ma cerchiamo di capirne i motivi e perché sia così importante imparare a respirare, non solo nella pratica dello Yoga ma anche e, soprattutto, nella nostra vita quotidiana.

Il respiro è la base della nostra vita: un’inspirazione è il primo atto che l’uomo compie al momento della nascita, un’espirazione l’ultimo, al momento della morte. La vita è scandita da questo ritmo. Il respiro non solo permette il realizzarsi della vita; esso mette in relazione, attraverso l’aria, il microcosmo individuale con il macrocosmo universale, è un movimento che collega il nostro mondo interno con il mondo esterno.

Inoltre, l’atto respiratorio ha la particolarità di collocarsi al confine tra azione riflessa e azione volontaria, di funzionare anche se non ci facciamo attenzione, ma di poter essere regolato e modificato in modo cosciente… e non c’è dubbio che ci sia una forte connessione tra le nostre emozioni e il nostro respiro.

Le caratteristiche del respiro sono state oggetto di studio nelle diverse tradizioni Yoga che hanno sviluppato una vera e propria scienza pratica del soffio vitale: il Pranayama. Il concetto di Prana, sviluppatosi nella tradizione indiana, anche al di fuori dello Yoga, è sia una potenza cosmica che un’energia vitale che sovrintende al funzionamento di tutto il corpo umano.

Lo Yoga, con il Pranayama, ha posto l’accento su un lavoro respiratorio con la principale funzione di stabilizzare la mente e avere accesso alla dimensione spirituale

Il Vinyasa Yoga ha un andamento ad onda: la pratica comincia lentamente, per poi arrivare ad una posa più intensa per poi rallentare fino alla fase finale di rilassamento e di abbandono. Proprio per queste caratteristiche e per il suo legame intrinseco con l’atto respiratorio, questo tipo di pratica è una pratica meditativa: l’attenzione non è tanto sulla singola posa, ma sul fluire da una posa all’altra, nella consapevolezza di ogni respiro e di ogni movimento. E in questo modo scoprire il proprio ritmo e collegarlo a quello dell’universo in una danza gioiosa.

Il respiro consapevole diventa il fulcro della pratica, il tramite, la musica e il ritmo da seguire per creare spazio all’ interno di noi, per dare il via al nostro viaggio di ascolto alla scoperta del nostro corpo, all’ osservazione della mente, e al sentire le nostre emozioni. Un viaggio di ritorno verso casa, verso la parte più profonda di noi in cui riconosciamo la nostra vera natura e la relazione con l’universo. Un viaggio di trasformazione in cui lasciar andare le strutture scomode che abbiamo creato inconsapevolmente durante la nostra esistenza e che realizziamo, poco per volta, essere diventate un peso.

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