India, alla ricerca delle radici della spiritualità

Chi si appassiona alla pratica dello Yoga, non può fare a meno di incuriosirsi e scoprire le sue antiche radici. Presto o tardi, la voglia di visitare l’India ti travolge, così come la ricerca e la scoperta di un modo di vivere completamente diverso da quello quotidiano di ognuno di noi.

Personalmente, questa voglia è arrivata ancora prima di iniziare a praticare Yoga, frequentando per anni  gli insegnamenti di un venerabile lama tibetano, il venerabile Geshe Gedun Tharchin. Da lui ho imparato le basi della meditazione Vipassana e, soprattutto, un modo di vedere le cose totalmente diverso, più aperto e libero, accogliente, meno convenzionale.

I suoi insegnamenti, basati su alcuni testi sacri del Buddismo tibetano, mi hanno aiutato progressivamente a rendere la mente più flessibile e a praticare nella vita di tutti i giorni ciò che, a poco a poco, imparavo. A fare e farmi delle domande. Ad ascoltare e ad ascoltarmi.

E non solo. La sua presenza è stata fondamentale nel mio primo viaggio in India, avvenuto a cavallo tra il 2003 ed il 2004. Il venerabile Geshe, infatti, ha guidato il nostro gruppo, composto da persone eterogenee, diverse per età, ceto sociale, cultura, in un viaggio itinerante, alla scoperta dell’India e di se stessi. Partendo da Dehli, abbiamo percorso le principali città sacre dell’India del Nord: Chandigarth, Amritsar, Dharamsahla, Haldwani ed infine Haidakan Babaji Ashram, ai confini con il Nepal.

Tra le tante tappe di quel viaggio, l’ultima è stata nell’Ashram di Babaji ad Haidakan, un Ashram induista, in cui il lama tibetano si muoveva con estrema disinvoltura, accogliendo i riti induisti e partecipandovi, senza la minima esitazione.

Ed è proprio qui, ad Haidakan che, per la prima volta, sono venuta a contatto con lo Yoga, più’ esattamente con il Karma Yoga, che può essere tradotto come “via dell’azione”.  Si tratta di un tipo di filosofia empirica e diretta, una spiritualità semplice ed immediata, basata sulla ricerca della trascendenza nell’azione stessa. Combinando e fondendo azione e meditazione, questo tipo di Yoga consiste nella progressiva purificazione e aderenza al Dharma tramite le proprie azioni, dalle più piccole e quotidiane a quelle più importanti e decisive.

Nel caso dell’Ashram di Babaji ad Haidakan, il Karma Yoga consisteva nello svolgere dei compiti pratici per la comunità: dalle pulizie dei vari ambienti, al preparare i pasti, pulire i templi, ecc…, essendo ogni azione dettata dalla consapevolezza e dalla presenza nel qui e ora.

Ho avuto la fortuna di avvicinarmi alla pratica dello Yoga attraverso un’esperienza ricca e profonda, che poche volte si ha il privilegio di vivere. Un’esperienza che si è sedimentata dentro di me e che, qualche anno dopo, mi ha fatto trovare nello Yoga il compendio di tante esperienze spirituali vissute e la strada per continuare il mio cammino evolutivo, spingendomi a trasmetterlo ad altre persone!

Lascia un commento